CODICE ETICO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI DELLE SCUOLE AUTONOME
Premessa
L’A.N.DI.S. (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), in coerenza con la propria specificità associativa, con la cultura e l’impegno civile che, da sempre, la contraddistinguono, ha promosso la riflessione ed ha elaborato il Codice Etico del Dirigente Scolastico.
L’A.N.DI.S. nasce da una forte istanza etica, politica e culturale di ridefinizione del ruolo del dirigente scolastico che assume fino in fondo la responsabilità della scuola come principale e specifica agenzia pubblica formativa.
L’A.N.DI.S. si legittima come soggetto partecipativo, impegnato nel conseguimento dell’autonomia e della dirigenza, strutture giuridico-funzionali, fondanti una nuova idea di scuola, più aderente ai bisogni dei soggetti, ed esigente un rinnovato assetto “deontologico” della funzione dirigente.
La storia dell’A.N.DI.S. è la storia di un’Associazione che, evitando spinte corporative, interpreta un ruolo politico culturale profondamente radicato nell’etica pubblica.
L’ A.N.DI.S. perciò ritiene che il proprio impegno vada oltre l’etica delle figure dirigenziali nei settori pubblici, in quanto il dirigente scolastico è preposto ad una istituzione che, per dettato esplicito della legge, deve formare le giovani generazioni alla cittadinanza e all’etica pubblica.
Diventa perciò consequenziale che quest’ultima debba essere considerata come lo strumento orientativo dell’azione dirigenziale.
L’idea di scuola
La necessità di un codice è fortemente avvertita in quanto la dirigenza è l’elemento di sostegno di un valore, quale l’autonomia che, nella concezione moderna di Stato, consiste nell’attribuzione di poteri alle amministrazioni periferiche, comprese le singole istituzioni scolastiche, in quanto luoghi di erogazione diretta e partecipata dei servizi, in risposta ai bisogni e alle aspettative dei cittadini e a garanzia della soddisfazione dei relativi diritti.
In tale prospettiva al dirigente scolastico è affidata la funzione di garantire la centralità dei soggetti studenti, il diritto al rispetto e alla valorizzazione della loro identità, compresa quella di genere, il diritto all’educazione e all’istruzione, offerte sempre e comunque ai più alti livelli possibili.
La particolare natura del servizio scolastico impone al dirigente l’assunzione piena e responsabile della leadership educativa affinché l’azione formativa della scuola, in tutti i suoi aspetti e momenti, sia pedagogicamente orientata verso i fini istituzionali.
L'A.N.DI.S., inoltre, pensa che le giovani generazioni debbano essere incoraggiate ad esplorare in modo più rigoroso le speranze per il "futuro", sia verso la società sia verso il pianeta.
Lo spazio e il tempo costituiscono le due maggiori coordinate dell'esistenza umana.
Per quanto attiene lo spazio, la scuola deve porre l'accento sul bisogno degli alunni di esplorare il rapporto globale/locale (glocal) e il concetto chiave di interdipendenza. Per poter interpretare qualsiasi evento, il contesto mondiale diventa oggi ineludibile.
Per quanto attiene il tempo, nei curricoli c'è uno squilibrio a favore del passato (storia) e del presente. Poca attenzione viene offerta al futuro o all’occuparsi in modo "critico" delle conseguenze delle azioni presenti che si riverberano nel futuro.
L'etica della responsabilità implica, invece, come sia importante includere la visione del futuro, di un futuro auspicabile versus un futuro probabile, nel progetto della scuola.
L’educazione si rivolge soprattutto al futuro per quanto riguarda l’uso della cittadinanza attiva, la salute del pianeta, la visione di un mondo migliore per tutti, le pari opportunità.
In questa ottica assume valore il senso della co-evoluzione di tutti i soggetti che fanno parte dell’istituzione scolastica autonoma e degli altri partner del territorio.
La scuola è la prima istituzione che ogni soggetto incontra: ha la responsabilità di trasmettere attraverso “comportamenti esemplari” i principi riferiti all’etica pubblica come il perseguimento del bene comune, essenziale per costruire il senso di cittadinanza.
Avere il senso del bene comune significa temperare il criterio della convenienza individuale e rinunciare a qualcosa per la costruzione dell’interesse della collettività.
Il dirigente scolastico dovrà farsi promotore e attivatore di riflessioni critiche che portino la comunità scolastica ad una forte progettualità formativa che comprenda la rappresentazione del futuro: il tessuto democratico si costruisce sul confronto di posizioni diverse e sulle relazioni operative con tutte le espressioni del territorio.
In questa prospettiva la scuola si pone come una risorsa culturale del territorio, promuovendone il pieno sviluppo, anche perché sarà suo compito diffondere l’etica della ”cura“ come esercizio di responsabilità verso sé, l’altro, l’ambiente; sarà fondamentale anche veicolare i principi dell’autovalutazione, intesa come autoregolazione, in funzione del miglioramento del progetto formativo e della sua realizzazione autentica.
Questa cultura dell’autovalutazione dovrebbe permeare anche il corpo docente.
Emerge il bisogno di elaborazione e costruzione di una identità professionale che per la sua peculiarità e urgenza non può essere demandata a soggetti altri e/o a tempi indefiniti.
Il "codice", pertanto, rappresenta il primo e fondamentale nucleo intorno al quale va elaborata l’identità della dirigenza scolastica, il cui spessore valoriale, interiorizzato dalla categoria, deve esprimersi nei singoli comportamenti professionali.



CODICE ETICO
